Le scelte che non ho fatto

Nel quotidiano ci capita di scegliere molte cose. Carne o pesce? Maglia blu o grigia? Il tormentato amore della mia vita o l'uomo tanto rassicurante che da me vuole due figli e un villino in periferia?

le-scelte-che-non-ho-fatto

Nel quotidiano ci capita di scegliere molte cose, molte volte al giorno. Carne o pesce? Maglia blu o grigia? Il tormentato amore della mia vita o l’uomo tanto rassicurante che da me vuole due figli e un villino in condivisione in periferia?

Tra le tante decisioni più o meno consapevoli che prendiamo ogni giorno, ce n’è una, probabilmente la più importante, che plasmerà le nostre vite passate, presenti e future: la decisione che non prenderemo.

La decisione che non prenderai plasmerà le tue vite passate, presenti e future.

La decisione che non prenderai si presenterà a te come un subdolo cioccolatino dalla carta invitante: non l’hai mai assaggiato prima e non puoi sapere se ti piacerà mangiarne uno. Ha decisamente catturato la tua attenzione, stai decisamente salivando, ma la possibilità di tradire le aspettative ti impedisce di allungare la mano e prenderne una manciata, cosa che hai voglia di fare da quando ci hai posato gli occhi sopra.

Se sei abbastanza brava nell’arte della negazione dell’ovvio, il pensiero delle seducenti orge alimentari con zampillanti fontane di cioccolato ti passerà di mente alla velocità della luce.

Le bollette, il lavoro. Quel cucciolo di pincher che stai pensando di adottare.

Ma la decisione che non prenderai tornerà a tormentarti. Probabilmente di notte.

Probabilmente non saprai che è proprio lei, sempre lei, che ti tormenta da giorni e giorni. Sulla superficie percepirai solo un leggero malessere. Ti rigirerai nel letto di notte, con strani pensieri in testa che, come una banda di pulci ballerine, ti costringerà ad un nauseante lavoro di ricerca. Ti chiederai se è il momento giusto. Aspetterai un segnale da parte di entità più o meno mitologiche. Valuterai con machiavellica ostinazione tutti i possibili scenari che la suddetta decisione porterà con sé, e rimanderai alla mattina.

La mattina seguente la decisione che non prenderai sarà ancora lì, che attenta al tuo rassicurante trantran quotidiano.

Avrai delle occhiaie consistenti, unico segno visibile dei tormenti notturni che hanno disturbato il tuo sonno di bellezza. Comprerai una paio di crimine idratanti, un cuscino ergonomico di ultima generazione e un nebulizzatore di suoni e odori della savana per facilitare l’arrivo del sonno. Darai la colpa ai troppi caffè della giornata.

Ci saranno sempre mille motivi per non prendere la decisione che non prenderai. E altrettante buone giustificazioni per rimandarla ottusamente a data da destinarsi.

Perché la decisione che non prenderai FA PAURA.

Espone la parte più vulnerabile di te al rischio di essere masticata con disprezzo. Ti obbliga a sacrificare tutto ciò che di più caro hai costruito in nome di un futuro incerto che non conosci. Ti offre la possibilità di continuare a lamentarti senza mai dover veramente affrontare il senso di colpa delle tue non azioni – mentre nel frattempo lui non abbassa mai la tavoletta del cesso, tua madre è una stronza, il mondo del lavoro non offre un futuro a noi giovani e comunque quand’è che quel cane pulcioso smetterà di abbaiare?

rimpianti-notte

E’ grazie alla decisione che non prenderai che ti ritroverai a trent’anni, a rigirarti nel letto la notte, a parlare con i fantasmi dei tuoi rimpianti, a chiedere scusa e a versare lacrime dalla parte sbagliata del letto. E mentre nel buio, strafottenti pulci ballerine ti tormenteranno l’anima, una voce, giudaica, lontana, sussurrerà ciò che non hai mai avuto il coraggio di dire ad alta voce.

Forse ti amo da quando avevo diciassette anni.
Ma ho troppa paura della risposta per chiedermelo veramente.