Sara Lando: una mostra per Casa a Colori

Sara Lando è una di quelle donne che fanno bene all'Italia: oltre ad essere una grande fotografa, è anche una persona splendida. Sta per inaugurare la sua prossima mostra. Noi vi consigliamo di non perderla.

una mostra per casa a colori

 Oggi vi voglio parlare di una bellissima iniziativa di Sara Lando, che non dovreste perdervi per niente al mondo. Ma siccome per farvi capire al 100% l’importanza del progetto ho bisogno di dati scientifici, dovete avere la pazienza ancora per un secondo.

L’importanza di comunicare

Comunicare, etimologicamente, significa “mettere in comune”. Ma che cosa si mette in comune? Un’informazione. Sempre secondo l’etimologia, un’informazione è una messa-in-forma. Bisogna allora domandarsi che cosa sia la forma. Essa rappresenta le relazioni che si stabiliscono in un certo ordine tra gli elementi di un insieme.

Comunicare quindi è un qualcosa che ha a che fare con le relazioni, la forma e la messa in comune di informazioni.

Quando voi v’informate, comunicate, tentate di mettere in comune con qualcuno un’informazione, mettete in forma il cervello (cambiando le relazioni tra i singoli elementi in esso contenuti) che da quel momento in poi conserverà delle tracce che lo trasformeranno conformemente a quanto appreso dalle informazioni. Per sempre.

Ed è proprio questo il vero motivo per cui Una Mostra per Casa a Colori ricopre un’importanza colossale nel momento storico che stiamo vivendo. Non si tratta di un semplice progetto fotografico con foto carine di gente carina, ma è uno spaccato di vita che racconta storie di una categoria di persone sulle quali ultimamente c’è molta disinformazione in giro.

Le storie dei migranti in Italia

Casa a colori è un’associazione che aiuta migranti, cittadini ed extracomunitari nelle complesse procedure legate ai permesso di soggiorno e ai ricongiungimenti familiari. Sara, che oltre ad essere una fotografa straordinaria è anche un essere umano che nobilita il buon nome della categoria, si è offerta volontaria per creare un progetto fotografico che aiutasse a sensibilizzare sulla questione migranti in Italia.

“Durante l’estate scorsa ho notato un aumento fastidioso dei post razzisti su Facebook: condivisione di bufale sugli immigrati che prendono 35 euro al giorno per non lavorare, commenti di gente su come siano qui per rubare e non fare niente mentre gli italiani muoiono di fame… In genere linko la pagina del Butac che spiega che la notizia in questione è una bufala, commento scrivendo che non mi sembra sensato scrivere “buchiamogli i gommoni” nello stesso giorno in cui si condivide la foto di un tramonto con la citazione che inneggia all’amore. Ma poi mi sono chiesta se ci fosse qualcosa che che si poteva fare più direttamente.”

Ne è venuto fuori uno scambio proficuo con gli operatori di Casa a Colori, al quale sono seguite idee, alle quali è seguita una mostra fotografica, che verrà inaugurata il 17 di marzo a Palazzo Bonaguro, Bassano del Grappa.

Nel corso delle settimane ci siamo fatti prendere dall’entusiasmo e la situazione ci è un pochino sfuggita di mano. Col senno di poi il titolo della mostra dovrebbe essere: “dovevamo scattare due foto per una brochure”.

La mostra, che porterà in scena i ritratti di alcune delle persone che sono passate attraverso l’associazione e le loro storie, è in fase di preparazione, e siccome Sara si è messa in gioco completamente gratuitamente, per poter coprire le spese di stampa e promozione, è stata attivata una campagna crowdfunding su Indiegogo.

Indipendentemente dal vostro orientamento socio-politico attuale e dalle vostre possibilità finanziarie, ci sono cose che vi consiglio vivamente di fare, per i motivi sopra spiegati.

Se vi interessa il progetto potete:

  1. Seguire Sara su Facebook, che ogni giorno condivide le storie delle persone che ha incontrato e fotografato in questi mesi di preparazione alla mostra (e sono davvero interessantissime).
  2. Andare sulla pagina del crowdfunding “Una mostra per Casa a Colori” e donare qualche soldino per supportare progetto (sappiamo dove tenete il maialino, e non abbiamo paura di fare ostaggi).
  3. Condividere questo articolo, o la pagina di Sara, o la campagna di Indiegogo, per coinvolgere più persone possibile.
  4. Andare a vedere la mostra, che verrà inaugurata il 17 di marzo a Bassano del Grappa. Avete tempo fino al 2 di aprile e l’ingresso è libero.
  5. Fare tutte e quattro le cose assieme, e continuare a ripeterle, fino a che non decidiamo di ridarvi il maialino.

Se non vi interessa il progetto potete:

  1. Seguire Sara su Facebook, che ogni giorno condivide le storie delle persone che ha incontrato e fotografato in questi mesi di preparazione alla mostra (e sono sempre interessantissime, sopratutto da un punto di vista umano).

Date la possibilità al vostro cervello di venire a conoscenza della splendida ricchezza che portano queste persone in Italia. Il vostro cervello (e le generazioni future) vi ringrazierà.