Portovenere, il borgo dei poeti

Casette colorate che si affacciano sul porto tenendosi a braccetto, le barche dei pescatori e gli scafi dei villeggianti: mi sono innamorata di Portovenere.

Portovenere

Mi sono innamorata di Porto Venere, o Portovenere, piccolo borgo ligure della provincia di La Spezia, perla del Golfo dei Poeti e giustamente dichiarata Patrimonio Unesco.

Porto Venere è casette colorate che si affacciano sul porto tenendosi a braccetto, è il silenzio dei piccoli villaggi, le barche dei pescatori e gli scafi dei villeggianti. È il ristorante sul porto, le penne con gli scampi che sanno di mare, il profumo di rosmarino, di macchia mediterranea e di pesto nei vicoli silenziosi, dove sonnecchiano i gatti randagi e dove ogni tanto si sente il verso dei gabbiani. È la sorpresa dei luoghi trovati per caso e che danno un senso improvviso al viaggio.

Scogliere di Portovenere

Scogliere di Portovenere

Si dice che qui sia nata Venere, dalla spuma delle onde che si abbattono sulle sue scogliere (che avrebbero affascinato Lord Byron, se qui ci fosse stato davvero, come alcune cronache sostengono, e a cui è persino dedicata una grotta). Il nome del borgo deriva dalla presenza di un tempio dedicato alla dea proprio qui, nel luogo in cui sorge ora la chiesa di San Pietro, citata dal poeta Eugenio Montale in una poesie dedicata a Porto Venere.

“Là fuoresce il Tritone

dai flutti che lambiscono

le soglie d’un cristiano

tempio, ed ogni ora prossima

è antica. Ogni dubbiezza

si conduce per mano

come una fanciulletta amica.

Là non è chi si guardi

o stia di sé in ascolto.

Quivi sei alle origini

e decidere è stolto:

ripartirai più tardi

per assumere un volto.”

Non stupisce che questo luogo magico sia stato d’ispirazione ai poeti: non si resta indifferenti di fronte agli scorci panoramici della chiesa di San Pietro, eretta su un promontorio che si allunga in un mare di un blu profondissimo, di pietra bianca e grigia e dalle forme gotiche, sorvolata lentamente in volo dai gabbiani.

Portovenere, Chiesa di San Pietro

Chiesa di San Pietro

In alto sulla città svetta invece il magnifico Castello Doria, accoccolato su uno sperone di roccia, un esempio maestoso di architettura militare genovese, di cui oggi si visitano le rovine, immaginando epoche passate. Tra le sue muraglie e torrette, in cui si aprono piccole finestre che regalano scorci inattesi sul mare, la coltivazioni di viti e cespugli di fiori addolciscono questo luogo dall’animo bellicoso, adibito a prigione politica da Napoleone sul finire del Settecento.

Risalendo per i suoi vicoli, spiando sopra i tetti delle case, accompagnati solo dalle risate dei gabbiani, si arriva alla piccola Chiesa di San Lorenzo che ospita l’altare della Madonna Bianca, dove forse un tempo sorgeva un tempio dedicato a Giove.

Qui, dove cristianesimo e mitologia greca si fondono, si respira un’aria di misticismo: le leggende popolari narrano che un certo Lucciardo, abitante del villaggio, sul finire del 1300,  fu testimone di un evento miracoloso. Davanti ad un’immagine della Vergine Maria chiese la liberazione del paese dall’epidemia di peste e l’immagine, scolorita dal tempo, si ravvivò di mille colori. Lucciardo, che era un uomo devoto, interpretò il fenomeno come una promessa di salvezza per sé e i suoi compaesani.

Da allora, gli abitanti del borgo celebrano la loro devozione alla Madonna Bianca con una festa patronale il 17 agosto.

Portovenere

Io, incantata a Portovenere

La bellezza di Portovenere si comprende solo vedendola, meglio se in primavera, in autunno, o nei giorni feriali, per evitare i turisti. Perchè è uno di quei luoghi fuori dal tempo che fanno innamorare consapevolmente, che invitano al silenzio, ai ritmi lenti, alla riflessione, alla scrittura, alla poesia.