Notti insonni

Mi sei spuntato davanti come una rondine a primavera. Sì. Ho detto rondine a primavera. Perché potrà anche essere il più grande cliché della storia, ma chi l’ha mai vista una rondine a primavera?

notti insonni - pene d'amore

Rotolarsi nel letto senza sosta. Immaginarsi la scena senza fine. Ripassare dialoghi senza interlocutore. Me li ricordo i bei tempi in cui mi rigiravo nel letto sospirando, immaginandoti con me. Sono passati almeno dieci minuti.

Dieci minuti fa ti ho visto. Mi sei spuntato davanti come una rondine a primavera. Sì ho detto rondine a primavera, perché potrà anche essere il più grande cliché della storia dei cliché, ma chi l’ha mai vista una rondine a primavera? Ecco, se io vedessi mai una rondine a primavera so già cosa proverei. Sentirei il cuore salire salire e poi scendere scendere, per poi realizzare che nella realtà non si è mosso di un millimetro. Sei tu che ti stai avvicinando, mi vieni incontro e porti il cuore un po’ più vicino. Sorrido.

Penso che sei bello. Ma bello bello. E voglio dire, mi stupisce come tu possa essere bello in un modo diverso, ogni volta, rimanendo sempre te stesso, rimanendo sempre quel paio di occhi tristi, e felici, e innamorati, e impauriti, e disonesti.

Vorrei toccarti, ma non posso. Non so come fare, non so nemmeno da che parte cominciare per lasciare uscire tutto il caos che ho dentro, il caos che porta il tuo nome.

E poi l’imbarazzo. La goffaggine di mani che si vorrebbero toccare ma non sanno come fare, di mani che vorrebbero sfiorarsi l’anima ma non sanno dov’è, e allora si fanno il solletico.

Ti abbraccio, perché questo lo so fare. Me lo hai insegnato tu, quando ancora era lecito abbracciarsi, senza provare imbarazzo.

Io ci sto provando. Sto graffiando a mani nude tutti i muri di imbarazzo che mi separano da te. Ci vorrà del tempo. Dirò cose banali. E farò cose senza senso. Abbi pazienza. Dammi ancora un po’ di tempo, dammi ancora qualche metro.

Sto prendendo la rincorsa per tuffarmi tra le tue braccia, e rimanerci.


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