Movimento mondiale contro la tristezza da lunedì (dieta).

Nessun essere vivente in natura, animale o vegetale che sia, conta le calorie assorbite e consumate per decretare la percentuale di massa grassa e andare in palestra a correre sul posto nel tentativo di combattere il suo stesso metabolismo. Perché diavolo dovrei farlo io?

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Il lunedì è un giorno sfigato. E’ il primo giorno della settimana, si rientra a lavoro dopo il weekend, solitamente si è tristi, tutti i ristoranti della città sono chiusi… tutti odiano il lunedì. Non mi stupisce che il lunedì sia anche il giorno convenzionalmente scelto per mettersi a dieta. Solo di lunedì puoi essere dell’umore giusto per autoimporti restrizioni da menù sulla base di speranze che perderai prima dell’arrivo del venerdì.

“Da lunedì dieta”, non so nemmeno io quante volte l’abbia detto. Praticamente ogni domenica. Il sabato salivo sulla bilancia, vedevo numeri che non mi piacevano, mi rattristavo, cercavo di anestetizzare il mio dolore in fondo ad un pacchetto di patatine, e poi in fondo a uno di biscotti, e poi in fondo al vasetto della Nutella e puff! Ecco che il mio cervello automaticamente ammutinava e mi rendeva partecipe della sua grande idea per il prossimo futuro: da lunedì dieta.

Inutile dirvi che non ha mai funzionato. Mettersi a dieta è un atto di volontà temporaneo che richiede molta disciplina e un dispendio di energie immenso, dal momento che non è un processo naturale. Nessun essere vivente in natura, animale o vegetale che sia, conta le calorie assorbite e consumate per decretare la percentuale di massa grassa e andare in palestra a correre sul posto nel tentativo di combattere il suo stesso metabolismo. Nessuno. Perché diavolo dovrei farlo io? Per procurarmi altro stress? Come se non trovare mai i vestiti della mia taglia non bastasse. E poi arriva sempre il giorno in cui sei stressata, incazzata e giù di morale, la forza di volontà finisce sotto alle scarpe e rinneghi i tuoi buoni propositi da “lunedì dieta” alla velocità della luce.

Il lunedì, dopo la prima giornata di lavoro della settimana, ti viene voglia di consolarti con un quadretto di cioccolato. Ma ti hanno insegnato che fa molto male mangiare dolci, soprattutto di sera, che vanno dritti sulle cosce e si formano gli odiosi cuscinetti adiposi. Quindi resisti e arrivi a martedì. Martedì è una giornata senza senso e di sicuro non meglio del giorno prima. Arrivi a sera e vorresti premiarti con del cioccolato, ma allora cosa hai resistito a fare ieri? Mercoledì litighi con la vicina di casa per la pulizia delle scale prima ancora di mettere piede fuori dal portone, e a metà mattina avresti voglia di divorare a morsi un qualsivoglia prodotto industriale da forno contenente almeno il 35% di zuccheri e grassi saturi. Ma niente di tutto ciò è reperibile in ufficio, visto che hai proibito ai colleghi di assecondare le tue debolezze. Non ti resta che trangugiare le verdurine al vapore che ti sei cucinata per pranzo sentendoti sazia e appagata come mamma orsa al quindici di dicembre. Solo che tu non hai la fortuna di essere catatonica causa letargo, e le urla del capo le senti benissimo. A fine giornata, l’unica cosa a cui riesci a pensare è: endorfine, cacao, ora. E come il miglior numero di magia al mondo: «Et Voilà!». La tavoletta è sparita. Per intero e senza troppa fatica.

Dopo oltre venticinque anni di questa tiritera, ora che sono un po’ più grandicella, un po’ più matura, e q.b. più disillusa rispetto alla questione peso forma, ho deciso che è il momento di pensare in grande. Sento il bisogno di epurare il mio organismo da ogni residuo di frustrazione da lunedì dieta, voglio insegnare al mio cervello che per quanto lui possa strillare forte l’inadeguatezza del mio corpo, io so mangiare più forte.

Ogni lunedì combatterò il regime delle diete tristi con tutti i miei cibi preferiti, con tutti quei cibi convenzionalmente vietati da ogni dieta del mondo. Estasi dei sensi (di colpa) permettendo, immortalerò il tutto in una foto, e finirà postata su Instagram qui. E’ una sorta di legge del contrappasso al contrario: perché limitarsi a soccombere agli istiniti del cervello che ci vuole tristi e digiuni ogni lunedì delle nostre vite, quando possiamo essere felici e appagati nei nostri desideri, ogni lunedì dell’anno?

Lo faccio per tutti voi, gente là fuori in perenne condanna da dieta triste, e vi invito ad unirvi al movimento mondiale di espiazione collettiva da lunedì dieta, anche detto: MMECLD. Bello. mi piace. Sembra un medicinale. E ci guarirà tutti. Ne sono certa.