L’importanza di un incontro casuale

Tu ancora non lo sai, non lo puoi sapere. Ma tra quegli incontri casuali c'è già chi diventerà la tua nuova famiglia.

Io e gli sconosciuti

Quando ti trasferisci in una città nuova, con tutti i tuoi affetti raggiungibili solo per telefono, hai due possibilità: imparare a cavartela da sola o imparare a fidarti degli sconosciuti. Non lo puoi evitare, perché ne sei circondata. E’ una sensazione strana: ti trascini per le strade della tua nuova città, che non conosci. Ti senti spaesata, cerchi di capire dove sarà il supermercato più vicino, il tuo prossimo parrucchiere di fiducia, ma non hai elementi per valutare, e in quell’occasione lì devi imparare a fare affidamento sul caso e sul tuo istinto di sopravvivenza.

E’ quello che è successo a me negli ultimi tre mesi a Torino, dove contro ogni pronostico sono diventata gran maestro delle connessioni casuali con le persone. Esci di casa, conosci gente, saluti sconosciuti, accetti consigli da chi non ti conosce, permetti al vicino di casa magrebino di portare i tuoi scatoloni per quattro piani.

Io e gli sconosciuti

In questo turbine di incontri improvvisati, una mattina ti fermi a parlare con uno studente, fuori sede come te, che condivide con te la passione per una storia ben raccontata. Ve ne raccontate molte di storie, nei venti minuti in cui state seduti allo stesso tavolo; storie piene di sogni e di speranze. Le domande sono sempre le stesse, le stesse che hai ripetuto con un altro centinaio di persone prima di lui, ma alla fine lui riesce a stupirti.

Quando ero piccolo il mio migliore amico era un piromane di nome Edo.

Lo guardi stupito. Vorresti dirgli un sacco di cose, vorresti chiedergli di raccontare oltre, vorresti ringraziarlo di averti regalato una parte così intima di se stesso. Vorresti raccontagli di Cubota e di quella volta in cui ti ha rincuorato dopo che per l’ennesima volta hai bagnato il letto. Vorresti dirgli che il tuo migliore amico di quando eri piccola era fatto di intonaco e legno, e di certo non aveva capacità di parola, ma non lo fai. Hai troppa paura a consegnare una parte così personale di te a uno sconosciuto.

Incontri un altro ragazzo. Questa volta sei al parco, in una giornata di sole, nebbia e pochi colori. Passano ore di chiacchiericcio fitto, e come se questo non fosse già un fatto straordinario, vi rincontrate di nuovo, sopra una panchina. Lui ti sfiora accidentalmente una guancia, o forse no, e tu gli sfiori accidentalmente una mano, o forse no. Non è possibile, pensi. Me lo sono sognata, neghi. Ma è così che ti ricordi cosa si prova a sentir vibrare l’anima.

Poi incontri una ragazza. O più che altro la rincontri. E’ una tua vecchia conoscenza occasionale, neanche sapevi che abitasse a Torino fino a che un selfie su Facebook non ha ritenuto opportuno fartelo sapere. Vediamoci, le dici, e lei non sa che hai bisogno di lei, per evitare di sentire il vuoto che si sono lasciati dietro gli ultimi trent’anni della tua esistenza; lei non sa che probabilmente non sareste sedute davanti ad un piatto di Moussakà se non fosse che ti senti terribilmente sola. Poi succede. In una cornice che sembra una scenografia di Woody Allen, in un fiume di parole e confidenze, succede.

Non ho la più pallida idea di cosa fare della mia vita, ti dice.
Temo di non sapere come si fa a costruire un legame, le dici.

Basta questo. E il flebile filo che vi legava diventerà nel giro di pochissimo un’autostrada a tre corsie e doppio senso di marcia.

E’ questo che ti sta insegnando la tua nuova città: l’importanza di connettersi in maniera viscerale con uno sconosciuto. Capiterà ancora di imboccare la strada più lunga per arrivare fino al supermercato e sbagliare la scelta del parrucchiere. Ma anche se ti ritrovi in testa una scodella da frate francescano, la bellezza di quegli incontri casuali ti ripagherà dello sgarro, e diventerà una parte di te, che ti rimarrà appiccicata addosso e sarà quella che altri sconosciuti vedranno, quando per la prima volta vi saluterete.

Perché tu ancora non lo sai, non lo puoi sapere. Ma tra quegli incontri casuali c’è già chi diventerà la tua nuova famiglia.