Lieto fine

Nei film l'amore trionfa sempre. Ma la vita non è un film, e l'amore non è quella forza sovrumana che riesce sempre ad aggiustare qualsiasi situazione.

lieto fine

Nei film, l’amore vero trionfa sempre. Ci hanno abituati a pensare all’amore come questa entità sovrumana che trascende il tempo, il male e la volontà personale, e che alla fine, sarà l’unica cosa che ci sopravvivrà. Spendiamo le nostre vite nella certezza che l’amore sia inevitabile, che prima o poi arriva, quando meno te lo aspetti, e che arrivati al capolinea ci attenda una ricompensa pari o maggiore al bene che abbiamo seminato in terra.

Mio nonno ieri ha tagliato il suo traguardo. Nella sua vita, lunga novantacinque anni, ha creato e distrutto molte cose.

In novantacinque anni di vita mia nonno ha perso una guerra mondiale. E’ sceso correndo dal monte Chaberton con una radio sottobraccio e una forma di formaggio nello zaino, fermandosi solo alla stazione dei treni di Torino, dove è salito su una carrozza ed è tornato a casa. Si è innamorato di una ragazza, che portava a ballare ogni sabato sera. Ha costruito una famiglia: ha sposato una moglie e creato con lei due figlie. Ha trovato lavoro, e poi ne ha trovato un altro, costruendo macchinari e progettando impianti che venivano manovrati da migliaia di persone. Ha comprato una casa, grande il giusto, ha comprato un televisore, ha visto l’Africa durante una crociera aziendale, cambiando per la prima volta continente. Ha accompagnato all’altare due figlie, sguardo fiero e passo da bersagliere, lo stesso che lo aveva portato lontano dalle bombe. E’ diventato nonno di quattro nipoti, li ha portati al mare, li ha fatti giocare e gli ha insegnato a nuotare, a tutti e quattro.

Nei suoi novantacinque anni di vita mia nonno si è anche ammalato. Prima un occhio, poi l’altro. Poi una paresi, e la sedia a rotelle. Gli ultimi sei mesi di vita gli ha passati nell’incoscienza, o così ci hanno detto, gridando e urlando tutte le cose che non era riuscito mai a confessare quando la sua mente era lucida. Chiamava sua mamma. Chiamava Carmen. Bestemmiava e rifiutava le medicine. Cercava Carmen e mia nonna si allontanava piangendo, tornando dopo pochi minuti con altre medicine che il nonno non avrebbe preso.

Se la vita di mio nonno fosse stata un film, il finale sarebbe stato molto diverso. Avrebbe avuto anche lui il suo lieto fine, mano nella mano con nonna, tra lacrime di gioia, bei ricordi e parole di conforto sussurrate all’orecchio. Se l’amore fosse stato questa forza inarrestabile che sparge cuori e felicità a chi più se lo merita, mia nonna non avrebbe espresso il desiderio di vedere suo marito morto, piuttosto che sentirlo urlare nomi di fantasmi una notte di più.

L’amore non è forte. L’abitudine è forte. La paura è forte. L’amore? E’ la cosa più fragile che esista. La vita non è un film. Nella vita, può succedere di amare perdutamente una persona, e nel frattempo renderne incredibilmente infelice un’altra.

 


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