Le nostre nonne avevano James Dean

Avete presente i selfie di Justin Bieber? Dimenticateli. Al Museo del Violino di Cremona sono in mostra le foto che Dennis Stock scattò a James Dean, prima che diventasse l'icona di una generazione.

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Foto di Dennis Stock

Dove facciamo le foto?”.

Dove sei felice”.

Si dice che il reportage del giovane fotografo Dennis Stock sulla vita di James Dean abbia avuto inizio con questo scambio di battute. Difficile immaginare il divo ribelle felice in qualche situazione. All’epoca del reportage, che avrebbe lanciato la carriera di Stock e avrebbe consacrato Dean a simbolo di un’epoca, si era nel 1955 e di lì a qualche mese (il 30 settembre 1955), la star ventiquattrenne sarebbe morta in un incidente d’auto, diventando emblema di quel “live fast, die young” che bruciò molte giovani promesse del secolo passato. L’obiettivo di Stock era scattare una serie di fotografie per la rivista Life, prima dell’uscita del film La Valle dell’Eden. Seguì l’attore nella sua vita di tutti i giorni, tra studi di registrazione, locali notturni e a casa dalla sua famiglia, a Fairmount, nell’Indiana, che nient’altro era se non una fattoria di contadini.

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James Dean nella fattoria di famiglia (foto di Dennis Stock)

Nel film “Life” del 2015, Anton Corbijn dirige Robert Pattinson – che vuol far dimenticare i suoi trascorsi da vampiro impersonando Dennis Stock – e Dane De Haan che veste i panni di un James Dean sufficientemente credibile. Dennis nel film è padre assente di un bambino, alla disperata ricerca dell’occasione professionale. James Dean è James Dean, bello e dannato per antonomasia, un po’ psicologicamente instabile, innamorato di Anna Maria Pierangeli, attrice italiana interpretata da Alessandra Matronardi, e che si fa chiamare Pier Angeli in America. Lei poi sposerà un altro, scatenando l’attrazione di James verso l’alcol e l’autodistruzione. Nel film (e meglio ancora nelle fotografie), vediamo James lontano dalla ribalta, figlio di contadini prelevato dalla fattoria di famiglia e spinto sotto le luci dei riflettori, trasformato quasi a sua insaputa in un idolo. Lo vediamo in tutta la sua debolezza e fragilità emotiva.

 

Se volete vedere dal vivo le fotografie che Stock scattò per Life, al Museo del Violino di Cremona è di scena fino all’11 giugno la mostra Magnum Life, dedicata ai 70 anni della Magnum, la più celebre agenzia fotografica americana (di cui Stock fece parte come socio). Oltre alle fotografie di Stock, sono esposti scatti di Eve Arnold, Werner Bischof, Bruno Barbey, Cornell Capa, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Bruce Davidson, Elliott Erwitt, Ernst Haas, Philippe Halsman e Inge Morath.

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James Dean passeggia per le strade di New York (foto di Dennis Stock)

Nelle immagini di Stock, c’è l’uomo comune dietro il divo: James Dean dal parrucchiere, James Dean che passeggia pensieroso tra le strade di New York (foto che diventerà un simbolo), James Dean che fa prove di danza, James Dean nella fattoria degli zii, James Dean che legge con gli occhiali da vista. Non davvero bello, ma discretamente consapevole del suo fascino. Spettinato, l’espressione svogliata, la sigaretta obliqua tra le labbra. Destinato, a sua insaputa, a diventare un’icona.

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James Dean (foto di Dennis Stock)

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James Dean nel suo appartamento di West 68th Street, New York (foto di Dennis Stock)

Non sembra mai troppo felice, a dire il vero, nonostante le intenzioni del fotografo. Sembra però molto autentico. Poco a che vedere con i divi di oggi: noi abbiamo Justin Bieber e One Direction, e i selfie sul loro profilo Instagram, le nostre nonne avevano James Dean, che le fotografie di Stock hanno fatto entrare nel mito.