#71

Forse non siamo stati davvero un'armonia. Forse siamo stati uno schianto di corpi, una guerra lampo di seduzione e solitudini.

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Ho una foto

Si vedono – da sinistra a destra – un pezzetto di pelle, il tuo ombelico, un filo di peli, il bottone dei tuoi jeans, la sagoma del tuo cazzo, l’inizio di cosce magre.

È una bella foto.

L’ho messa in una cartella del PC con scritto il tuo nome.

Insieme alle altre immagini della notte.

La macro della curva del mio seno destro e del neo che c’è appena sotto, le nostre gambe nude sulle lenzuola bianche, la mia schiena.

Le nostre bocche vicinissime sono venute sfocate, quelle scattate a letto sono mosse, solo in una si intravede un tatuaggio -il tuo- e in un’altra c’è inequivocabilmente il mio culo.

Come ricordi non valgono un granché.

Il lento avvicinamento tra di noi, la scusa dei massaggi, i minuti passati immersi tra le nostre gambe, i lunghi baci e la notte insonne, nelle foto non si vedono. Non si percepiscono.

Sembra uno scontro di pelle, una battaglia in cui il piacere non c’entra.

Le foto mentono?

Forse non siamo stati davvero un’armonia, forse siamo stati uno schianto di corpi, una guerra lampo di seduzione e solitudini.

Forse siamo davvero come un’erezione strozzata in un paio di jeans.

Forse non siamo capaci di fare fotografie.

 


Incursioni marziane è il nostro viaggio tra le storie che si raccontano tra donne. Be bop a Luna, la nostra esploratrice su Marte, rivela senza imbarazzi dei suoi incontri e delle esperienze che ha vissuto – e vive – sul pianeta rosso. Come al tavolo con le amiche, pronte a ridere, piangere e soprattutto, a scuotere la testa.