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Succedeva prima di internet, prima delle chat, secoli prima dei social. Era l'epoca degli amici di penna a cui scrivere lettere di carta.

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Succedeva prima di internet,

prima delle chat

secoli prima dei social.

 

Era l’epoca degli amici di penna.

Degli estranei, scelti nel mucchio delle inserzioni

a cui scrivere lettere di carta

che andavano imbustate,

affrancate,

spedite

e lasciate andare in attesa di una risposta.

 

La prima lettera la scrissi a quindici anni a un diciassettenne

“amante del mare, capelli rossi e occhi verdi”

senza sapere che quel primo gesto avrebbe innescato

una catena di eventi che avrebbero segnato i successivi dieci anni.

 

Ma non lo si può mai sapere.

Lettere, poi telefonate, grandi batticuori e sospiri.

Il primo incontro dopo quattro anni

e giù a baciarsi in mezzo alla strada,

contro i muri, sulle panchine.

Quarantotto ore scarse.

 

Giurare di amarlo.

 

Credere che sarebbe stato lui il primo,

ma cambiare idea davanti al primo addominale abbronzato.

Trovarsi, finalmente soli, in una sera di estate dei miei ventun anni,

con una canzone in sottofondo e la pioggia che batteva sui vetri.

 

Perdersi negli occhi verdi e accarezzare quei riccioli rossi, spessi e duri.

Tenere le sensazioni addosso il più a lungo possibile

e capire come è fare l’amore per amore,

illudersi che sia come la prima volta.

 

Poi è venuto il tempo della distanza e delle recriminazioni –

“Sei stata con troppi ragazzi, sei un po’ troppo troia”

“Sei fidanzato da dieci anni che cazzo vuoi da me?”

– i nuovi incontri e l’ultima volta, nel mio appartamento,

ormai adulti.

 

“Dillo che sono il migliore con cui sei stata”

“No. il migliore è un altro”

 

mi sono alzata e alla stazione ci è andato da solo,

senza l’ultimo bacio.

 


Incursioni marziane è il nostro viaggio tra le storie che si raccontano tra donne. Be bop a Luna, la nostra esploratrice su Marte, rivela senza imbarazzi dei suoi incontri e delle esperienze che ha vissuto – e vive – sul pianeta rosso. Come al tavolo con le amiche, pronte a ridere, piangere e soprattutto, a scuotere la testa.