Ode a Guido Catalano

Può una poesia d'amore farti ridere fino alle lacrime? Sì, se a scriverla è Guido Catalano.

Copertina del libro "ogni volta che mi baci muore un nazista" - Guido Catalano

La prima cosa che ho pensato prendendo tra le mani il libro di Guido Catalano è stata: vorrei uno smalto dello stesso colore della copertina. La seconda cosa che ho pensato girando tra le mani l’ultimo libro di Guido Catalano è stata Dio quanto pesa! Il bastardo avrà di sicuro aumentato la grandezza del carattere per aumentare il numero di pagine e il prezzo di copertina.

La terza cosa l’ho pensata che leggevo le istruzioni per leggere il libro: il bastardo ha colpito ancora.

Non vi lasciate confondere. Io amo Guido Catalano. Il mio chiamarlo con epiteti inappropriati per la sua persona e per il luogo in cui ci troviamo, è il mio modo di manifestare il mio disappunto per non aver trovato nessuna poesia dedicata a Federica nell’ultimo suo libro, “Ogni volta che mi baci muore un nazista”. Anna, Matilde, Francesca. Di Federica nessuna traccia.

Io amo Guido Catalano

La prima volta che mi sono innamorata di Guido Catalano è stato nel ’53, quando non ero ancora nata e non era nato nemmeno lui. Dite che è falso? Può essere, ma suonava pomposo e volevo un incipit ad effetto.

La prima vera volta che mi sono innamorata di Guido Catalano era primavera, e anche questa è una cosa falsa ma che suonava bene, e non ho resistito dal dirla.

La vera prima vera volta che mi sono innamorata di Guido Catalano, poteva essere primavera, in realtà non lo ricordo, ma ricordo che un’amica postò una sua poesia sul profilo, e io la lessi.

Come Venezia che viene inghiottita dal mare , poesia di Guido catalano

Voglio dire, non una roba che passa inosservata.

Voglio dire, una roba che ti fa venire voglia di essere in possesso di occhi verdi di un verde difficile e di un Guido Catalano che te lo faccia sapere.

Prima di quella poesia lì, io di poesia non avevo mai letto niente. Se mi veniva chiesto, rispondevo che il mio poeta preferito era Zingaretti, poi realizzavo di aver sparato una minchiata, mi prodigavo in una finta risata, aspettavo che tutti si accodassero alla risata, sparavo un “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”, e cambiavo argomento il più velocemente possibile. Devo dire che l’ho sempre scampata, che la poesia in Italia non se la caga nessuno comunque.

Poi però mi sono innamorata di Guido Catalano. Una seconda volta. Era l’anno scorso, e per la prima volta l’ho sentito recitare poesie nella fosca Milano. Si ergeva sul palco, pieno di barba ed erre mosce, un poeta improbabile all’aspetto, improbabile nei contenuti. Non era particolarmente bello. Non era particolarmente carismatico. Ma tra la folla, quella sera, io ero una tra tanti, a ridere, ad innamorarmi di nuovo di Guido Catalano e a innamorarmi forse per la prima volta della lingua italiana, delle sue infinite possibilità, dei suoi seducenti giochi di ritmo, di metriche, di ironia.

Poi io e Guido ci siamo un po’ persi di vista. Lui ha cominciato a scrivere anche non poesie, io ho cominciato a scrivere anche non prosa. E’ così che succede nelle migliori relazioni, l’uno contagia l’altro con passioni aliene, e alla fine della relazione, perché è così, le relazioni finiscono, sai di aver fatto un buon viaggio se ti ritrovi ad essere una persona diversa da quella che eri prima.

Ed è stato così che mi sono innamorata di Guido Catalano per la terza volta, leggendo una Poesia di Fine Rapporto (PFR) proprio mentre mi ritrovavo in un Momento di Fine Rapporto (MFR).

La lunga stagione dei cazzi amari, poesia di Guido Catalano

Può una poesia d’amore farti ridere fino alle lacrime? Può una poesia di amore non è più farti ridere fino alle lacrime? Sì, se a scriverla è Guido Catalano.

E allora grazie Guido Catalano, per avermi insegnato che la poesia non è una roba che parla di donzellette, ghiacci bollenti e rime baciate, ma può essere una roba che parla di emozioni, elettrauti e vita vera. Grazie per avermi ricordato la straordinaria ricchezza della lingua italiana. Grazie per i baci, il verde difficile, l’amore.

Grazie.

Anche se non mi hai mai dedicato una poesia d’amore, una qualsiasi poesia d’amore, o una poesia d’amore qualsiasi a una qualsiasi Federica.