Mia sorella è la mia migliore amica, da sempre

Mamma e papà hanno portato a casa un'altra bambina. Ma non stavamo bene noi tre? Se me lo avessero chiesto, avrei detto che volevo un cucciolo di dalmata.

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Mamma e papà hanno portato a casa un’altra bambina. La mamma è stata via un po’, mi hanno portato in ospedale a trovarla. Stava sdraiata in un letto bianco, con una camicia da notte bianca. Intorno si muovevano agitate le infermiere. Ho detto al papà che non volevo più tornare in ospedale: ho paura dei dottori.

Poi la mamma è tornata a casa con la nuova bambina. Pensavo che stessimo benissimo noi tre, io, la mamma e il papà. Se me l’avessero chiesto, avrei detto che volevo un cucciolo di dalmata. E invece è arrivata questa piccola creatura buffa, con pochi capelli e il visino arrossato. L’hanno messa in una culla nella mia camera. Sono andata a guardarla mentre dormiva. Mi sono sollevata in punta di piedi e mi sono affacciata. L’ho vista con gli occhi chiusi, a pancia in su, la tutina di velluto rosa. Mi sono chiesta chi fosse in realtà, questo esserino con le manine strette a pugno nel sonno. Quelle manine. Voglio provare a morsicarle.

Il nome della nuova bambina l’ho scelto io.
Poco prima di andare in ospedale la mamma mi ha chiesto di pensare ad un nome che mi piace. Mi è venuto in mente un personaggio del mio programma televisivo preferito. L’ho detto alla mamma. Lei ha sorriso. Ha detto, va bene, la chiameremo così. La nuova bambina crescerà con il nome di un personaggio dell’
Albero Azzurro.

La nuova bambina ha iniziato a gattonare. Ho paura che voglia rubarmi tutti i giochi. C’è un’ anta nell’armadio della camera, dietro a cui si trovano tutti i miei peluche preferiti. Me li regala il papà, perchè sa che mi piacciono gli animali. Ogni tanto, quando torna dal lavoro, me ne fa trovare uno nuovo sul tavolo della cucina. Ieri sera ho trovato un bellissimo leone, con la criniera e tutto il resto. La mamma dice che il papà mi vizia e che ho già tanti peluche, ma io non vedo mai l’ora di vederne arrivare uno nuovo. Il papà mi compra anche le riviste sui cani, perchè tra tutti gli animali, loro sono i miei preferiti. Mi perdo a sfogliarle e a guardare le figure. Conosco i nomi di tutte le razze.

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Devo fare in modo che la nuova bambina non scopra dove nascondo i peluche. Ha già trovato le mie Barbie e le morde sui piedi. Mi fa arrabbiare, perchè ci tengo alle mie Barbie e lei così me le rovina tutte.

La nuova bambina tiene in mano la mia Barbie preferita. La osserva. Credo che si stia domandando che cosa sia. Ma dove l’hanno presa questa bambina, che non sa nemmeno che cosa sia una Barbie? Dopo averla osservata un po’, inzia a scuoterla su e giù, la capovolge. La sbatte contro il pavimento. Gliela strappo di mano. Le fai male, dico. Guarda, si fa così. E le faccio vedere come si fa a far camminare la Barbie. Le metto le scarpine fucsia. La faccio sedere. La nuova bambina guarda con la piccola bocca aperta, gli occhietti spalancati (sono azzurri, come i miei!). Ecco, prova tu, le dico, e le allungo la Barbie, la mia preferita. Lei la prende e prova a farla camminare. Non le riesce bene come a me, ma è meglio di prima.

Mi guarda, sorride, poi scoppia in una risata. Una piccola risatina da bambina appena arrivata da chissà dove. Sembra contenta, e sono contenta anche io. Non vedo l’ora di giocare ancora insieme.

Domani, dopodomani e dopo ancora.

 


Questo articolo fa parte della rubrica Due Vite, nella quale raccontiamo lo stesso argomento da due punti di vista differenti.
Leggi l’articolo di Federica Non ero mia sorella.

Una sorella è quell’essere mitologico che, pur condividendo il 100% del tuo stesso patrimonio genetico, starà sempre meglio di te nei tuoi stessi vestiti

 

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