Color Lentiggine

Da troppo tempo fissavo la porta con uno strano tremolio nelle gambe e una mano particolarmente codarda. La conoscevo bene, quella porta, vi avevo abitato accanto per gran parte della mia adolescenza. La facciata della casa, rossa, come le lentiggini di Giorgia, pareva scolorita, o forse erano i miei ricordi che avevano cominciato a farlo. Anche l’albero al centro del giardino pareva diverso, forse più spoglio, perché ne avevo un’immagine di foglie verdi e bionde.

– Arrampicati tu.

– No, prima tu.

Era sempre Giorgia ad arrivare prima in cima. A me non piaceva arrampicarmi sugli alberi, almeno non da quando avevo sentito quella sensazione allo stomaco, come di paura ed eccitazione, con quegli strani tremolii che non riuscivo proprio a controllare. Era colpa dell’altezza, ne ero quasi certa, ma poi la stessa reazione aveva preso a disturbarmi anche nel nostro nascondiglio segreto, sotto lo stendino.

In quel periodo c’erano molte cose che mi confondevano. Le mani, quando si intrecciavano alle mie. Gli stendini, quando ci nascondevamo dentro a chiacchierare fitto. I pantaloncini, se li osservavo da sotto, mentre si arrampicavano svelti sulla cima di un albero. Il profumo della pelle di Giorgia, che ricordava quello di mia madre, quando da piccola mi abbracciava per consolarmi, dopo l’ennesima caduta.

In quel periodo smisi di bussare alla sua porta. Mio cugino andava a giocare a basket ai giardinetti con i suoi amici, e io li seguivo. In realtà non giocavo mai con loro, non volevano femmine in squadra. Mi sedevo sul muretto e li guardavo. Ogni tanto Giorgia passava con le sue amiche, ridevano. Io abbassavo sempre lo sguardo per terra, facevo finta di non vedere.

Sono tornata tante volte davanti a quella porta. Ogni volta la fissavo, notavo come il colore fosse sempre più sbiadito, ma forse erano i miei ricordi ad esserlo. Non ho mai trovato il coraggio di bussare. Scappavo al primo giro di chiave nella toppa, al primo rumore di tenda che si scostava. Facevo finta di niente. Facevo finta di credere che prima o poi sarebbe successo.

Prima o poi, avrei avuto il coraggio di dirle che l’amavo.

Anonima

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