Che fine ha fatto Britney Spears?

Già, ma dove è finita Britney? In realtà non se n'è mai andata, solo che non ve n'eravate accorti. Arriva il docu-film che racconta la sua storia.

Britney Spears

Quando nel 1992, l’allora sconosciuta Britney Jean Spears fece il suo ingresso nel cast del “The Mickey Mouse Club”, insieme ai futuri colleghi Justin Timberlake, Christina Aguilera e Ryan Gosling, aveva solo 11 anni e ancora non sapeva che avrebbe rivoluzionato per sempre la storia del pop.

Dopo qualche demo andata a vuoto, nel 1998 Britney sfondò nella galassia dello show business con il singolo …Baby One More Time, nel cui video impersonava una liceale con treccine e minigonna che annoiata attendeva il suono della campanella per mettersi a ballare nei corridoi della scuola. Allora, tutte noi teenagers di fine anni ’90 sognammo di essere lei.

Britney Spears mi ha accompagnato in alcune delle mie prime volte più significative (nessuna delle quali di particolare interesse per voi). La sua Sometime fu la prima canzone che riuscii a tradurre per intero dall’inglese e, anche se il testo non si rivelò essere poi granchè, mi fece desiderare di approfondire la lingua per ambire a produzione letterarie più complesse. Se oggi penso e sogno in inglese il merito è suo, di Britney. La prima audiocassetta che ho acquistato era di nuovo sua, più precisamente del suo disco di esordio. Sono sicura di averla ancora adesso, in soffitta da qualche parte, nel mio museo dei ricordi.

Nel 2001, con il terzo album Britney, arrivò la svolta sexy (già anticipata in tono minore l’anno precedente dal video di Oops I did it again, in cui cantava in tuta di latex rosso). Nel video di I’m a Slave 4 You (“sono la tua schiava”) comparve in reggiseno rosso e jeans a vita bassissima, addominali scolpiti, capelli scomposti e smoky eyes. Nelle esibizioni live si faceva volentieri accompagnare da un pitone albino, avvinghiato intorno al collo. Quella che all’apparenza sembrava una metamorfosi sensuale si rivelò ben presto qualcosa di molto peggio: il tracollo psico-fisico della star.

Britney Spears

La discesa agli abissi della stella del pop fu ampiamente documentata da tutti i media. Abbandonò un centro di riabilitazione dalle droghe dopo meno di 24 ore. Si rasò la testa da sola con un rasoio in stato confusionale. Venne fotografata mentre guidava con il figlio piccolo sistemato alla bell’e meglio in braccio. Perse la custodia dei figli. Si chiuse in bagno con la prole rifiutandosi di consegnarla all’ex marito. Fu ricoverata in un reparto psichiatrico del Ronald Reagan UCLA Medical Centre (fonte Wikipedia), con i beni affidati al padre e al procuratore Andrew Wallett.

Fu più o meno allora che noi, ex brave ragazze-un-po’-sfigate-del-liceo che sognavamo di essere lei, la guardammo con la testa rasata sulle copertine dei tabloid e pensammo: “Ecco, vedi Britney, alla fine sono stata meglio io di te”.

Per impedirci di dimenticare, lo scorso 18 febbraio è stato addirittura lanciato Britney Ever After, un docu-film di Leslie Libman. Non autorizzato dalla diretta interessata, il documentario vede l’attrice Natasha Bassett nei panni della cantante e racconta il declino e la risurrezione di quest’ultima, ma soprattutto, temo, il declino.

Britney Spears

© Ruven Afanador/Corbis Outline

Volete sapere quale è la differenza tra noi e Britney?

Noi siamo più fortunate, i nostri sbagli saranno dimenticati. Non avrò una pagina Wikipedia che racconta con dovizia di particolari i miei amori sbagliati e le mie scenate adolescenziali isteriche. Non rimarranno per sempre in Internet foto dei miei outfit peggiori e del mio trucco colato dopo una serata difficile. Non faranno un documentario sui momenti più bassi della mia vita. Che poi i miei sbagli siano stati meno clamorosi dei suoi è abbastanza ovvio: dal momento che le sue esperienze biografiche sono una versione più macroscopica e spettacolarizzata delle mie, è naturale che anche i suoi errori siano stati più monumentali dei miei.

Ma allora, che fine ha fatto Britney Spears?

La verità è che Britney oggi è tornata, più forte di prima. E’ tornata con un nuovo album, Glory, e pazienza se probabilmente passerà abbastanza inosservato come gli ultimi 5 o 6. La verità è anche che Britney in questi anni non ha mai smesso di fare il suo lavoro: pubblicare album (attenzione, non ho detto cantare). L’ho spiata su Instagram e mi sembra sana, felice, più bella che a vent’anni. Non guarderò Britney Ever After. Perdoniamole i testi non esattamente impegnati, la voce non sempre al top e i lunghi anni di assenza dalle nostre vite dopo essere stata il nostro idolo adolescenziale. Ma soprattutto perdoniamole una volta per sempre i suoi errori.