Adolescenza e sovrappeso

I miei amici su Facebook sorridono tutti. Osservo questa cacofonia di denti e mi chiedo cosa si provi a sentirsi normali.

I miei amici su Facebook sorridono tutti. Sorridono al mare con gli amici, sorridono sul posto di lavoro, sorridono in posa davanti a una bancarella etnica con uno strano fagiano di cotta. Stai a vedere che aveva ragione il mio vecchio, avrei dovuto fare il dentista.

Osservo questa cacofonia di denti e mi chiedo cosa si provi a sentirsi normali. A posare davanti all’obiettivo senza pensare al doppio mento. Andare al mare e preoccuparsi solo di tintarella e racchettoni. Essere talmente normale da non trovare nulla di sbagliato nell’urlare a una sconosciuta dalle forme abbondanti, “ammazza che baule” se la incrocio per strada mentre passeggia con le amiche. E no, non c’è nessuna vetrina di mobili antichi nelle vicinanze: hai controllato.

baule in legno

Non è facile essere adolescenti in crisi di peso in quella fase dove ogni situazione prevede l’esposizione del tuo corpo mezzo nudo. Negli spogliatoi delle palestre, nei bagni delle camere d’albergo durante le gite scolastiche, nei camerini dei negozi mentre fai shopping con le amiche, al mare con i parenti, nelle prime pomiciate sulle panchine del centro. Tu ti disprezzi, gli uomini ti visualizzano come un contenitore di legno con coperchio, le compagne di classe ti invitano al lago senza sapere che eviti il costume da almeno sei anni e la famiglia ti considera una rammollita che non riesce a stare a dieta per più di tre giorni consecutivi.

Cresci, vivi e ti convinci che dimagrire è l’unica cosa che ti divide dal tuo sorridente futuro insieme ai tuoi sorridenti amici magri. Quindi aspetti, perché la vita di una persona sovrappeso è un po’ come un’eterna attesa a una pensilina. Te ne stai seduto, con gli occhi fissi sulla strada, pronto a salire sull’autobus giusto – che non passerà mai – e se anche si fermasse e aprisse le sue porte davanti a te, tu non muoveresti un passo, perché avresti troppa paura che qualcuno ti urlasse ammazza che baule non appena messo piede dentro.

Quindi aspetti, perché quando anche tu finalmente sarai magra, non avrai problemi a sollevare il telefono e chiamare il ragazzo che ti piace tanto per chiedergli di uscire. Aspetti, perché se le tue compagne ti vedessero adesso in costume da bagno, riderebbero di te. Penserebbero che tu sia una rammolita che non riesce a stare a dieta per più di tre giorni consecutivi, esattamente come i tuoi genitori.

Semplicementi, aspetti.

adolescenza e sovrappeso

Aspettare è un verbo stupefacente. Soprattutto se hai sedici anni e sei in sovrappeso. Nessuno sa aspettare quanto te.