#63

Eravamo convinti che quello fosse il grande amore. Eravamo belli come la copertina di un CD.

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Montaggio alternato.

Ora e allora.

 

ti cerco tra la folla e ti intravedo là,
seduto sul muretto del bar Gilda.

 

Ti piazzi davanti a me per dirmi che ti piaccio.
Colpo di fulmine.

 

Voglio raggiungerti, ma ho paura.
Batticuore e mani sudate.
Mi troverai invecchiata.

 

Riempiamo due ore con tutte le parole che ci escono,
ignorando tutto il resto del mondo.
Ogni frase che comincio
tu la finisci.
Anime gemelle.

 

Sei ancora bello come ti ricordo.
Sì, hai le rughe,
qualche pelo bianco nella barba,
ma sei tu.

 

Per baciarci abbiamo aspettato quasi tre ore,
un record,
la prova che tra noi fosse diverso,
la prova che ci avevamo pensato molto

 

Nemmeno un secondo.
Mi hai riconosciuta e ti sei diretto verso di me
per incollarti alle mie labbra.
Parleremo poi.

 

Mi hai portata via in motorino e faceva freddo,
siamo entrati nella tua casa e non siamo riusciti più a staccarci.
Convinti che quello fosse il grande amore.
Eravamo belli come la copertina di un CD.

 

In mezzo alla piazza, tra la folla,
in una giornata di primavera.
Un bacio da togliere il fiato,
un momento lungo vent’anni.

 

I grandi fuochi bruciano in fretta,
lasciando segni e sogni.

Soprattutto sogni.

 


Incursioni marziane è il nostro viaggio tra le storie che si raccontano tra donne. Be bop a Luna, la nostra esploratrice su Marte, rivela senza imbarazzi dei suoi incontri e delle esperienze che ha vissuto – e vive – sul pianeta rosso. Come al tavolo con le amiche, pronte a ridere, piangere e soprattutto, a scuotere la testa.